Eremiti e meduse: sopravvivere alla metropoli

Questa volta ho scelto di lasciare spazio alle immagini che ho scattato in questi mesi a Shanghai. Raccontano della vita quotidiana, ma anche delle particolarità e stranezze di questa affascinante metropoli.

EREMITI METROPOLITANI

Nella Cina Imperiale, ogni letterato funzionario che avesse superato gli Esami e fosse stato assunto a corte doveva occuparsi della gestione degli affari amministrativi, militari ed economici relativi al suo mandato, spesso in zone remote dell’Impero. Il sogno accarezzato segretamente da ognuno di loro, e reso manifesto nell’arte dei giardini, nelle elegie e  nella pittura di paesaggio, era quello di poter abbandonare finalmente gli affanni e la polvere del mondo e ritirarsi in un eremo su una montagna, dove vivere i propri ultimi anni immerso nella meditazione e nella contemplazione della natura. Glia architetti di questo complesso di condomini devono essersi ricordati di quel sogno millenario e hanno deciso di dargli nuova vita. Per chi vive in una metropoli di venti milioni di abitanti, quale aspirazione più nostalgica e dolce di una capanna tra le vette e le nubi? Ma perché rinunciare per questo a vivere nel centro di Shanghai, con tutte le comodità che la civiltà comporta? Ecco la soluzione per gli aspiranti eremiti metropolitani.

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COMMERCIO

Shanghai brulica di attività commerciali. Nei sotterranei della città si aggrovigliano avveniristici e scintillanti centri commerciali, i supermercati a cinque piani offrono ogni attrazione per l’occhio e servizievoli tapis roulant portano i consumatori con i loro carrelli stracolmi da un piano all’altro. Salendo per le stazioni di questo Inferno dantesco che consuma ogni energia del malcapitato visitatore, si sbuca nelle grandi arterie commerciali come Nanjing Road e infine ci si disperde nella babele dei vicoli, dove i venditori offrono la loro merce su improvvisati banchetti o direttamente sulla strada: galline, frutta, aquiloni, parasole (in Cina è imperativo estetico non abbronzarsi!)

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MATERIE PRIME

In Cina la raccolta differenziata è gestita da privati e famiglie che si guadagnano da vivere rivendendo le bottiglie di plastica o il cartone alle aziende del riciclo. L’acqua che esce dai rubinetti non è potabile, e spesso nei grandi complessi immobiliari o negli studentati c’è la figura del “waterman”, l’uomo che recapita porta a porta le taniche da 20 litri di acqua potabilizzata.

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BICICLETTE

Date le dimensioni dei campus, è spesso indispensabile girare in bicicletta, di solito portando sul retro un altro studente, o nel caso delle studentesse, fare esercizi di equilibrismo zigzagando in bici tra la folla e contemporaneamente proteggendosi la pelle immacolata con il parasole. Buona parte del tempo guadagnato viene però sprecato cercando vanamente la propria bicicletta nei parcheggi, labirinti smisurati di ruote e telai.

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MONDI DI ZUCCHERO

Un’antica arte cinese, che talvolta si vede ancora praticata nei quartieri vecchi, è quella delle sculture di zucchero caramellato. Lo zucchero fuso è steso su una piastra e modellato a creare deliziose filigrane che raffigurano gli animali zodiacali. Una meraviglia per grandi e bambini.

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ANIMALI DOMESTICI

Molti a Shanghai possiedono un cane o un gatto (nei campus universitari abitano sterminate colonie feline sfamate da studenti e impiegati). Questo negozio di animali, per alleviare l’anonimato e la solitudine di chi vive nella metropoli, ha deciso di proporre un animale da compagnia un po’ particolare: la medusa. Richiede poche cure e garantisce melanconici pomeriggi trascorsi contemplando questa eterea creatura fluttuare nel bicchiere.

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MAHJONG

Ogni tanto la circolazione sul marciapiede è interrotta da gruppi di anziani che aprono i propri tavolini pieghevoli e si mettono in mezzo alla folla a giocare a scacchi cinesi, a go o a mahjong. Intorno a loro, altri anziani seguono e commentano le mosse.

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